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Business & Strategia Aziendale

Abbiamo rifatto il nostro sito: nuovo design, nuova esperienza, nuova tecnologia

Dopo anni di aggiunte, plugin e integrazioni sovrapposte, abbiamo scelto di ripensare il nostro sito da zero invece di continuare ad aggiungere pezzi. Siamo passati da WordPress a Next.js: ecco perché, cosa cambia nel nostro modo di lavorare e quando una soluzione su misura ha davvero senso.
e4yeasy4you8 min di lettura
Nuovo sito Easy4You

Dopo diversi anni abbiamo deciso di rifare il nostro sito.

Non perché il precedente non funzionasse, ma perché nel frattempo eravamo cambiati noi, era cambiato il nostro modo di lavorare e anche il sito era diventato molto diverso da quello con cui eravamo partiti.

Nel tempo avevamo aggiunto nuove sezioni, funzionalità, integrazioni e sistemi per gestire esigenze che inizialmente non avevamo previsto. Ogni aggiunta aveva una sua ragione. Ma, come spesso accade, tutto questo iniziava a sommarsi.

A un certo punto ci siamo quindi posti una domanda molto semplice:

Ha ancora senso continuare ad aggiungere elementi al vecchio sito o è arrivato il momento di ripensarlo da zero?

Abbiamo scelto la seconda strada. Il risultato è il nuovo sito che state visitando: un nuovo design, una nuova esperienza e soprattutto una nuova base tecnologica. Siamo passati da WordPress a Next.js.

Non era solo una questione di design

Quando si parla di rifare un sito, spesso si pensa prima di tutto all’aspetto visivo: cambiare colori, font, immagini, animazioni e layout.

Per noi il nuovo progetto doveva essere qualcosa di più. Volevamo ripensare il modo in cui il sito presenta la nostra attività e il modo in cui una persona può orientarsi tra i nostri servizi.

Il sito deve riuscire a comunicare rapidamente:

  • chi siamo;
  • cosa facciamo;
  • quali servizi offriamo;
  • come lavoriamo;
  • quali progetti realizziamo;
  • perché un’azienda dovrebbe scegliere di lavorare con noi.

Per questo abbiamo riprogettato l’esperienza partendo dai contenuti e dagli obiettivi, e solo successivamente dalla parte estetica. Il nuovo design nasce quindi dall’esigenza di rendere il sito più chiaro, più diretto e più vicino al nostro modo di lavorare.

Perché abbiamo lasciato WordPress?

Partiamo da una cosa importante: WordPress va bene. È una piattaforma estremamente diffusa, versatile e adatta a moltissimi tipi di progetto.

Per un blog, un sito aziendale con molti contenuti, un e-commerce o un progetto che necessita di essere gestito quotidianamente da diverse persone, un CMS può essere una scelta molto sensata.

Il nostro caso, però, era diverso. Il nostro è principalmente un sito vetrina: non abbiamo centinaia di prodotti da gestire, non abbiamo bisogno di un catalogo complesso, non abbiamo un grande team editoriale che deve pubblicare continuamente nuovi contenuti.

Il nostro sito deve soprattutto raccontare chi siamo, presentare i nostri servizi e mostrare il nostro lavoro. Per questo abbiamo iniziato a chiederci se avessimo ancora bisogno della complessità di un CMS. La risposta è stata no.

Il problema non era WordPress, ma la complessità che si era creata

Nel corso degli anni avevamo aggiunto diverse funzionalità al sito. Per ogni nuova esigenza trovavamo una soluzione: un plugin, un’integrazione, una configurazione, un nuovo sistema o una personalizzazione.

Singolarmente, tutte queste scelte erano ragionevoli. Ma nel tempo il risultato era diventato un sistema composto da molti elementi diversi che dovevano convivere tra loro. E più elementi ci sono, più aumenta la possibilità che una modifica abbia conseguenze su qualcos’altro.

Anche le operazioni apparentemente semplici potevano richiedere più attenzione: bisognava aggiornare, controllare che tutto continuasse a funzionare, verificare eventuali incompatibilità e, in alcuni casi, provare direttamente sul sito online.

Era diventato un modo di lavorare che non ci rappresentava più. Volevamo avere maggiore controllo sul progetto e soprattutto poter sviluppare e sperimentare senza dover intervenire continuamente sul sito in produzione.

Aggiornamenti, plugin e problemi imprevisti

Un altro aspetto che abbiamo considerato riguarda la manutenzione. Un ecosistema basato su CMS, temi, plugin e integrazioni offre moltissime possibilità, ma introduce anche diverse dipendenze.

Un aggiornamento di un plugin può, in alcuni casi, creare un’incompatibilità con un altro componente. Non significa che WordPress sia inaffidabile: significa semplicemente che più componenti devono lavorare insieme, maggiore può essere la complessità da gestire.

E quando qualcosa va storto, il problema può diventare ancora più evidente. Se non si dispone di accesso diretto al server o all’infrastruttura, può essere necessario intervenire tramite chi gestisce l’hosting, ripristinare un backup, individuare il componente che ha causato l’errore o correggere manualmente il problema. Tutto questo può richiedere tempo.

Per il nostro sito abbiamo quindi preferito adottare un approccio differente.

Sviluppiamo in locale, testiamo e poi pubblichiamo

Con il nuovo sito abbiamo un flusso di sviluppo molto più controllato. Le nuove funzionalità vengono sviluppate in locale, senza modificare direttamente il sito che gli utenti stanno visitando.

Possiamo quindi:

  1. sviluppare una modifica;
  2. testarla;
  3. verificare che le diverse parti del sito continuino a funzionare;
  4. controllare il comportamento su dispositivi e dimensioni differenti;
  5. correggere eventuali problemi;
  6. pubblicare solo quando il lavoro è pronto.

Può sembrare un dettaglio tecnico, ma per noi cambia molto il modo di lavorare. Possiamo sperimentare, fare modifiche e provare nuove soluzioni senza dover utilizzare il sito online come ambiente di test.

Prima sviluppiamo. Poi verifichiamo. Infine pubblichiamo. È un processo che ci dà maggiore controllo e ci permette di lavorare con più tranquillità.

Perché abbiamo scelto Next.js

Una volta deciso di ripartire da zero, abbiamo valutato quale tecnologia fosse più adatta al progetto.

Abbiamo scelto Next.js perché ci permette di costruire il sito esattamente intorno alle nostre esigenze, senza dover partire da una piattaforma generalista e aggiungere successivamente ciò che manca. Questo ci dà maggiore controllo sulla struttura del sito, sui componenti, sulle pagine, sulle interazioni e sulle performance.

Il vantaggio, quindi, non è semplicemente «usare una tecnologia più moderna». Il vero vantaggio è poter scegliere come costruire ogni parte del progetto. Per un sito come il nostro, questa libertà è particolarmente interessante.

Un sito vetrina non ha bisogno di essere complicato

Il nostro sito deve fare poche cose, ma deve farle bene. Deve essere veloce. Deve essere chiaro. Deve funzionare bene su desktop e mobile. Deve raccontare i nostri servizi. Deve permettere di capire rapidamente chi siamo. Deve accompagnare un potenziale cliente verso il contatto.

Non abbiamo bisogno di centinaia di funzionalità. E proprio per questo abbiamo preferito non costruire una struttura più complessa del necessario. Una soluzione su misura ci permette di mantenere il progetto focalizzato su ciò che serve realmente.

Più controllo significa anche più libertà nel design

Uno degli aspetti che ci interessava maggiormente era poter ripensare completamente l’interfaccia.

Quando si lavora su una base costruita appositamente, il design non deve necessariamente adattarsi a un tema o a una struttura preesistente. Possiamo progettare i componenti in funzione dell’esperienza che vogliamo creare: navigazione, tipografia, spaziature, animazioni, interazioni, call to action e layout possono essere pensati come parti di un unico sistema.

Questo ci ha permesso di dare al nuovo sito un’identità più precisa. Non volevamo semplicemente un sito «più bello»: volevamo un sito che comunicasse meglio chi siamo.

Performance e leggerezza

Un altro obiettivo del nuovo progetto era avere un sito il più possibile leggero e performante. Un sito vetrina non dovrebbe caricare risorse e funzionalità che non utilizza.

Partendo da zero abbiamo potuto decidere quali componenti utilizzare, come organizzare le pagine e come gestire il caricamento delle risorse. Next.js ci permette di avere un controllo maggiore su questi aspetti e di costruire un’esperienza moderna mantenendo l’architettura focalizzata sulle esigenze del progetto.

Per noi la performance non è quindi un elemento da aggiungere alla fine: è una caratteristica che fa parte del modo in cui il sito viene progettato.

Non è una gara tra WordPress e Next.js

La nostra scelta non significa che da oggi pensiamo che tutti i siti debbano essere sviluppati con Next.js. Sarebbe una conclusione sbagliata: la tecnologia migliore è quella più adatta al progetto.

WordPress può essere la soluzione ideale per un’azienda che ha bisogno di gestire molti contenuti, prodotti, utenti e funzionalità attraverso un CMS. Un sito custom può invece avere più senso quando:

  • il progetto è principalmente vetrina;
  • i contenuti sono relativamente pochi;
  • il design è importante;
  • le performance sono una priorità;
  • non servono molte funzionalità editoriali;
  • si vuole avere maggiore controllo sul codice;
  • il sito deve evolvere in modo molto personalizzato.

È esattamente il nostro scenario. Per questo abbiamo scelto Next.js.

Il nostro sito è anche un esempio del nostro approccio

C’è un motivo per cui abbiamo dedicato così tanto tempo alla riprogettazione del nostro sito: è uno degli strumenti attraverso cui presentiamo il nostro lavoro.

Se proponiamo ai nostri clienti di partire dagli obiettivi, analizzare l’esperienza utente e scegliere la tecnologia più adatta, dobbiamo essere i primi a farlo sul nostro progetto.

Abbiamo quindi seguito lo stesso principio che applichiamo ai progetti dei nostri clienti: prima capire cosa serve, poi progettare l’esperienza e infine scegliere come costruirla.

Non abbiamo scelto Next.js perché volevamo semplicemente utilizzare una tecnologia diversa. Lo abbiamo scelto perché, per questo specifico progetto, ci permette di lavorare meglio.

Un investimento che va oltre il nuovo design

Rifare un sito richiede tempo e investimento. La soluzione più semplice sarebbe stata mantenere la struttura esistente, cambiare il tema, aggiornare alcuni contenuti e continuare a lavorare sul sistema che avevamo già.

Abbiamo invece scelto di investire qualcosa in più per costruire una base completamente nuova. Perché?

Perché il costo di un sito non dovrebbe essere valutato soltanto in base a quanto costa metterlo online. Bisogna considerare anche quanto costa mantenerlo, modificarlo, farlo evolvere e lavorarci sopra negli anni successivi.

Nel nostro caso, abbiamo ritenuto che avere una base più semplice, controllabile e personalizzata fosse un investimento sensato.

Benvenuti nel nuovo sito

Il nuovo sito rappresenta un nuovo punto di partenza. Abbiamo cambiato tecnologia, ripensato il design e semplificato il modo in cui il progetto viene sviluppato e mantenuto.

Ma soprattutto abbiamo cercato di fare una cosa molto semplice: costruire un sito che abbia senso per noi. Non un sistema pieno di funzionalità che non utilizziamo. Non un design scelto soltanto perché va di moda. Non una tecnologia scelta per il gusto di utilizzarla.

Ma uno strumento costruito intorno alle nostre esigenze, ai nostri servizi e alle persone che vogliamo raggiungere.

E questa è, in fondo, la filosofia che vogliamo portare anche nei progetti dei nostri clienti. La tecnologia viene dopo il progetto: prima bisogna capire cosa serve davvero, poi si costruisce.

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